Skip to main content

Per la maggior parte delle persone la parola remix descrive un’opera musicale, ma per chi si occupa di Remix Studies il termine definisce uno dei movimenti culturali più potenti, contaminanti e tentacolari degli ultimi 120 anni: lo troviamo nella musica, certo, ma anche nell’arte visiva – nelle vesti di collage o fotomontaggi – nella letteratura e nella comunicazione…  A ben vedere, anche questa newsletter è un remix di informazioni! Il Remix ha molteplici implicazioni sociali, politiche e culturali: è una macro forma d’arte che tocca temi scottanti e dibattuti – come quello del copyright – e che propone l’accesso di chiunque a un qualsiasi medium/profotto/informazione da riciclare, manipolare e trasformare, mescolando stili, storie e culture.

In campo musicale, l’estetica del remix nasce da geografie e processi musicali eterogenei: dalla dub giamaicana e dalla sua cultura del Sound System; dalla disco, dall’hip hop newyorkese… e c’è persino chi riconduce le sue radici alla musica concreta o alla manipolazione dei nastri magnetici delle avanguardie…

Nel 2004, la Dance Music Hall of Fame ha deciso di mettere una pietra miliare nella storia del remix musicale e di incoronare Tom Moulton come suo padre ufficiale. Leggenda vuole che nel 1971 Moulton si trovasse a un party nello Stato di New York; a suo dire, il dj era davvero terribile e le persone ballavano come ossessi cambiando ritmo ogni 3 minuti, costrette dall’effettiva durata dei brani proposti attraverso i 45 giri. Tornato a casa, Moulton prese il suo registratore a nastro e, con un laborioso processo, allungò la durata di una traccia facendola passare da 3 minuti alla perfetta durata di 5’45’’. La trovata fu un successo e tutti iniziarono a richiedere i suoi disco-mixes. Nel 1974, Moulton inventa un altro stilema dell’arte dei remix: dopo aver allungato di 1’30’’ il brano Dream World del soul-singer Don Downing con un assolo di drum, concepisce il break, ossia la frattura o intermezzo asciutto al centro del brano, che consente più agilità di missaggio ai dj.

Qualche anno dopo, Grandmaster Flash dimostrerà le potenziali di questo stratagemma con la sua “Quick mix theory”: il pioniere dell’hip hop metterà in pratica il di Moulton concetto tramite il giradischi, creando dal vivo loop manuali dei break per dare vita a nuovi remix in live.

Il punto forte del remix musicale è senz’ombra di dubbio la sua potentissima capacità di contaminazione culturale, una forza in grado di creare nuove forme musicali attraverso l’incontro di tradizioni distanti. Una delle dimostrazioni più elevate di questo rivoluzionario potere connettivo è indubbiamente No Protection (Massive Attack VS Mad Professor, 1994), un paradiso per le orecchie che attraverso opportune manipolazioni ha saputo spostare l’accento dal mondo del trip hop alla tradizione dub e reggae dando forma all’electronic dub.

I remix sono capaci di mostrare strade che nessuno avrebbe mai immaginato: con il tocco di producer d’eccezione, ogni cosa diventa possibile, come dimostra la fusione tra elettronica e crossover realizzata di recente dall’incontro tra Squarepusher e Deftones.

In questi giorni sono impegnato nella creazione del remix del primo singolo di Nevada – To the Trees – tratto dall’album “Due to the force of Nature” [Uglydog Records 2021]. Con il suo invito a conoscere la Natura, questa traccia ha colpito come un fascio luminoso uno dei miei tasti sensibili: il mood rilassato che solo il verde riesce a dare è una delle ispirazioni che più mi stimola creativamente.

Nonostante il remix di questo brano sia ancora in fase di genesi, già si intravvedono le tante possibilità di sperimentazione offerte dal tema centrale: gli alberi, la natura e il senso di pace che può darci un’immersione nel verde, i mutamenti e la scoperta di microcosmi celati nel paesaggio.

Nella mia visione musicale, un remix dovrebbe allontanarsi dal brano originale dando vita al giusto equilibrio tra idea di fondo e un nuovo sguardo sonoro sul mondo; in questo nuovo lavoro, un elemento sarà la linea guida di un racconto musicale che potrebbe sfruttare l’idea di albero come elemento strutturale del brano: suoni madre – il tronco – si espandono dal punto di vista armonico, di arrangiamenti e di frequenze, trasformandosi in rami accoglienti.

Puoi ascoltare e scaricare” To The Trees (Notes Remix)” dal seguente link:

https://orcd.co/nevada-to-the-trees-notes-remix

Fake News? No grazie!

Se la faccenda vi interessa, potreste iniziare da due letture: The Routledge Companion to Remix Studies di Eduardo Navas – in compagnia di O. Gallagher, x. Burrough [New York, 2015] e ​​Remix Theory: The Aesthetics of Sampling, sempre di Navas [Springer, Wien & New York, 2012] accompagnato dal sito web Remix Theory. La vastità della questione ispira di continuo saggi e ricerche che potrete trovare – in parte – nel portale Remix Studies.

Altre fonti di questo post:

Leave a Reply